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24 ottobre 2007

Prove finali

Comunichiamo ai gentili lettori i futuri dottori in lettere - scienze dell'editoria e della produzione multimediale.


Lunedì 5 novembre

BELLINI ILARIA

L'arbitrato come prototipo di conversazione asimmetrica. Analisi di un breve corpus di conversazioni tratto dalla trasmissione televisiva Forum.

NODARI CRISTIANO
Bartolomeo da Gandino: magister, notaio e umanista.

PITOZZI ANDREA
La fotografia tra realtà e simulacro.


Martedì 6 novembre

CHILELLI DOMENICA
Il martire ridicolo: la figura del clown nella cultura della
modernità.

FERRACANE MANUELA
Già visto, già letto, già vissuto: l'esperienza del tempo nel
fenomeno del dejà-vu.

CARMINATI ANDREA
Le aree protette montane della Lombardia tra conservazione e
sviluppo. Il caso del sito d'interesse comunitario alta Val Brembana -
Laghi Gemelli

RIBOLI ELENA
L'impeto creativo nei bambini.

LAZZARINI MICHELA
Risorse idriche e attività umane in alta Valle Brembana: tra storie
interrotte e innovazione.



Per informazioni più dettagliate consultate il sito internet www.unibg.it/umanistiche nella sezione prove fianli.

In bocca al lupo a tutti...e ci vediamo in unibg!

25 giugno 2007

110...con lode!

Conplimenti alla dottoressa Veronica Epis per la sua straordinaria carriera!

Nel filmato seguente ci racconterà il suo sogno premonitore
nel quale Lo Monaco le rivela un fatto...perturbante!


In bocca al lupo Veronica!

Clicca sulla prima pagina speciale per leggere il contenuto.

22 giugno 2007

Che scoop!


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18 marzo 2007

Vai, vai, vai Kimi!


Prima gara, prima vittoria!
Vola Ferrari, vola!


E' ricominciato il Mondiale di F1! Non poteva iniziare in modo migliore con una vittoria in Rosso!

08 marzo 2007

Inaugurazione anno accademico/3

Bruno Bozzetto: un ciclone di creatività e divertimeto

Il mitico disegnatore del signor Rossi spiega come si può insegnare con l'animazione e regala un cartone sull'Italia e l'Europa


"Uno dei geniali inventori italiani autodidatta che nei suoi disegni orchestra e organizza le sue visioni, le immagini mentali e le idee". Così il professor Belpoliti presenta la figura di Bruno Bozzetto, visibilmente commosso mentre prende la parola davanti al pubblico di studenti e professori convenuti per la sua laurea. Il docente universitario elenca la sua vasta produzione, ma soprattutto racconta della straordinaria abilità di Bozzetto di Reinventore dei generi e per la sua capacità di metamorfosi: "Egli passa dal segno astratto al plastico, come dal tratto infantile alle sfumature più complesse".

Bozzetto ricorda la famiglia, in particolare la figura del padre Umberto, "creativo, dinamico, e soprattutto lungimirante" una fonte inesauribile d'ispirazione, da cui ha sempre attinto idee, spirito critico e idee. Ma Bozzetto ammette che per lui le parole sono un mezzo improprio e per questo motivo preferisce esprimersi con le immagini. L'animazione possiede capacità e caratteristiche espressive assolutamente uniche e proprio per questo Bozzetto lo ha scelto come mezzo di comunicazione principalmente rivolto agli adulti per raccontare l'uomo e la società, in pochi tratti il mondo in cui viviamo. L'astrazione, la sintesi e la simbologia permettono di fisualizzare e trattare argomenti argomenti di ogni genere,dalla medicina all'ambiente, dalla scienza allo studio comportamentale, dalla psicologia alla tecnologia. L'animazione offre allo spettatore una visione eccezionale su tutti quei punti di vista impensabili nella vita reale, quali l'interno di una molecola o del cervello umano, un pianeta sconosciuto o il punto di vista di un'ape. Disegni che Bozzetto ha realizzato nella lunga collaborazione con Piero Angela realizzando film di divulgazione scientifica e "Proprio queste animazioni -racconta il isegnatore- spinserop molti giovani ad approfondire studi scientifici" .

Bozzetto nei suoi lavori dà la massima importanza ai contenuti, relegando la forma ad un piano secondario e spesso tralasciando il dialogo. L'immagine assume quindi un valore comunicativo universale, sostenuto anche dalle musiche. Proprio sulla musica Bozzetto ha realizzato il film Allegro, non troppo , risposta italiana al Fantasia della Disney, Mistertao e Cavallette entrambi musicate dal Maestro Roberto Frattini e le indimenticabili avventure del Signor Rossi.

Una delle sue ultime produzioni, Europe & Italy, una divertentissima animazione che parla degli italiani e degli europei, è un esempio di come un qualsiasi simbolo possa rappresentare un essere umano. I personaggi in questione sono semplici figure geometriche, ma la loro animazione, il sonoro e il contesto li rendono vivi e credibili, tanto da potersi identificare.

Volgendo al termine del suo intervento, Bozzetto afferma come l'animazione con la sua dinamicità, opposta alla staticità del fumetto, possa suscitare sentimenti che il disegnatore trasmette servendosi di una semplice matita.

Infine il ringraziamento più importante, quello a sua moglie Wally, "che occupandosi della famiglia con quella praticità spicciola che spesso sembra mancare agli artisti, mi ha permesso per tutti questi anni di volare con la fantasia". Bozzetto dice il suo grazie anche agli artisti, tecnici e collaboratori che hanno lavorato con lui nel corso degli anni, dando l'esempio agli studenti di come il gioco di squadra sia "la soluzione più giusta per giungere al successo".

07 marzo 2007

Inaugurazione anno accademico/2

Francois Cheng: un'interrotta tensione nostalgica degli spazi celesti

La facoltà di Lingue e Letterature straniere ha conferito la laurea honoris causa al poeta di origini cinesi naturalizzato francese


Un uomo piccolo e magro, proprio come i cinesi. Francois Cheng nasce in Cina nel 1929 e grazie a una borsa di studio nel '49 si trasferisce in Francia dove vi resta per tutta la vita.
Iniziando la sua lezione magistrale si dichiara innamorato dell'Italia e ricorda di come fin dall'infanzia imparò ed ammirò le grandi figure come Marco Polo, Galileo. Leonardo, Michelangelo, ma anche Matteo Ricci, il primo gesuita giunto in Cina alla fine dle XVI secolo. Poi ricorda di come al liceo fu iniziato alle opere di Dante, Boccaccio, Leopardi, Manzoni e Croce. Infine il contatto dieretto con l'Italia negli anni '60: Roma, Firenze, Siena Assisi, Padova, Venezia, Arezzo, Cortona, Mantova, Ravenna, Urbino, Napoli.
La professoressa Francesca Melzi D'Eril nel tracciarne l'elogio, sottolinea come Cheng possa essere rappresentato dalla figura del monaco errante attribuendogli l'appellativo di "pellegrino dell'occidente". "Giunto in Francia, -speiga la docente- non conoscendo la lingua, Cheng si trova ad attraversare un periodo di mutisme absolu e ad affrontareun mestiere assai difficile che non s' impara dai libri, quello di esistere". Malgrado le difficoltà, Cheng frequenta i corsi alla Sorbonne e ricorda di aver letto a quel tempo tutta la letteratura occidentale, secolo dopo secolo.
Nel 1971 ottiene la cittadinanza francese prendendo il nome di Francois, in onore di quel frate di Assisi che amava l'universo e tutte le sue creature, anch'egli grande itinerante.
Da cinquant'anni Cheng vive fra due culture. Egli utilizza il francese come strumento per la creatività , scelta che non ha comportato l'esclusione della sua lingua d'origine, ma anzi ha innestato un processo dialogico mai interrotto. Il francese gli ha permesso di dare nomi nuove alle cose, compreso il suo vissuto, come al mattino del mondo, e di stringere un intenso legame con la terra che lo ha accolto. La combinazione delle due lingue come le acque sotterrane che si mescolano e si confondono, designa le coordinate di un dialogo tra il pensiero dell' Occidente e quello d' Oriente.
"La vostra anima è un paesaggio squisito / Che maschere e bergamasche ammaliano..."
Cheng ricorda anche il suo primo approccio con Bergamo attraverso la poesia Feste galanti di Verlaine, e il nome della città gli evocò una terra di danze e di festa. La seconda volta che venne in contatto con la città orobica fu ammirando il ritratto Maestro di scuola di Moroni, ed ebbe la sensazione di un terra in cui primeggiava lo studio. La terza volta fu una straordinaria coincidenza:"Il giorno in cui ho ricevuto la lettera del Magnifico Rettore -racconta Cheng- è venuto a farmi visita il poeta e amico Michele Bruni", nato e cresciuto proprio a Bergamo. "Grazie a questa cerimonia.- conclude Cheng- il mio amico ritrova, e anch'io con lui, la giovinezza che ha lasciato qui. Attraverso la gioventù del mio amico, come non salutare questa gioventù dinamica, sensibile all'apertura e al cambiamento. Bergamo, terra di studio e di festa. Che l'incontro di oggi prefiguri l'umanità di domani!"

06 marzo 2007

Inaugurazione anno accademico/1

Il discorso del Rettore

Nell'aprire l'anno accademico il rettore non nasconde le sue preoccupazioni e invita gli atenei europei ad una riforma automa per salvaguardare il sapere


Alla presenza delle autorità, giornalisti, personalità bergmasche, curiosi e una spicciolata di studenti il Magnifico Rettore prof. Alberto Castoldi ha ufficialmente aperto l' anno accademico 2006-2007.

In prima battuta Castoldi ha subito segnalato il momento difficile che l’Università italiana sta attraversando da ormai un decennio e il fatto che ogni ateneo è chiamato a risolvere in solitudine i problemi che dovrebbero invece avere una preminente rilevanza sociale. Significativo il richiamo allo scrittore inglese John Ruskin che in una conferenza del 1864 affermò: “Se qualcuno spende molto per i libri, lo considerate 2007. In prima battuta Castoldi ha subito segnalato il momento difficile che l’Università italiana sta attraversando da ormai un decennio e il fatto che ogni ateneo è chiamato a risolvere in solitudine i problemi che dovrebbero invece avere una preminente rilevanza sociale. Significativo il richiamo allo scrittore inglese John Ruskin che in una conferenza del 1864 affermò : “Se qualcuno spende molto per i libri, lo considerate un pazzo, un bibliomane. Siam felici di trarre il nostro profitto dalla scienza, pronti a lanciarci avidamente su qualsiasi osso, purché ricoperto di carne; ma se è lo scienziato a chiedere a noi un osso, allora è tutta un’altra storia”. “Se un secolo e mezzo fa questo intervento poteva sembrare severo, in quegli anni divenne un richiamo efficace – afferma il Rettore – ora risulterebbe scontato”.

Nel mondo della cultura il meglio è un lusso e Castoldi non nasconde che “nel mercato globale anche la merce intellettuale non può avere limiti geografici ed è quindi giusto che i bravi vadano là dove i riconoscimenti, anche economici, sono maggiori”.

Nel riconoscere che il sistema universitario europeo è sostanzialmente obsoleto il Magnifico considera giusto un ripensamento radicale negli obiettivi e nelle modalità organizzative, ma “solo il singolo Ateneo può e deve individuare un proprio sistema di valutazione, idoneo a valorizzare i propri punti di forza e a conseguire i propri obiettivi”.

Castoldi continua evidenziando la necessità di far nascere negli studenti la consapevolezza d’inscindibilità fra passato e futuro. “L’Europa offre una stratificazione culturale ineguagliabile, dove vie e piazze hanno preso il nome di poeti, artisti, compositori, statisti, generali, scienziati e filosofi, non come in America, dove le strade sono semplicemente numerate. L’Europa del ventesimo secolo, consapevole di aver raggiunto un certo apogeo, si è ossessionata dall’idea di dover morire, dilaniandosi in guerre fratricide. Ma di fronte all’Europa in rovina personaggi come Max Webber individuano nel recupero di una supremazia intellettuale l’unica risposta possibile alla decadenza”. Giunge quindi l’invito alle Università europee ad avere ideali comuni, mirando alla conservazione della scienza e al conseguimento della saggezza in modo indipendente dai governi dei paesi nei quali sono situate. “Ogni sede universitaria deve poter dire: dove ci siamo noi, c’è la cultura europea”

Dopo un breve excursus su alcuni aspetti tecnici riguardanti l’ateneo bergmasco, quali sedi, spese di amministrazione e previsione di ampliamenti, Castoldi conclude sottolineando l’importanza che deve assumere l’orientamento degli studenti: “La banca dati V.U.L.C.A.N.O e il portele Marketplace degli stage sono due strumenti per mantenere vivo il legame tra Università e studenti dopo la laurea” un legame che andrà consolidandosi anche attraverso l’Associazione dei laureati dell’Università di Bergamo in fase di costituzione.

07 febbraio 2007

7 febbraio...

E' il 1985 quando il 7 febbraio di un freddo inverno (very cold) nacque il piccolo Giorgio, ribattezzato alle medie in Giorgione e che si è poi autoridotto a Gio.

Oggi quel bambino è un po' più lungo e all'incirca sempre tendente al paffuttello (soprattutto negli addominali morbidi...), oltre a fare le linguacce ai fotografi, frequenta l'unibg (sometimes) e scrive cronache di calcio per una testata sportiva bergamsca.

ps. oggi è il suo compleanno...cioè...il mio!